Hogwarts Once Upon a Time {GdR-Harry Potter-Magia e stregoneria}

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Senza nuvole, x Satine
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Uniti dall'amore, separati dalla paura, salvati dalla speranza!

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 19:32


Senza nuvole..
Era una sera limpida ma fredda,l'inverno era ormai alle porte,il caldo sembrava solo un ricordo lontano,era volata quell'estate per il nostro caro Angel,che si trovava ancora in bilico su cosa fare del futuro o meglio,come agire essendo un mangiamorte,non tutti lo sapevano però..aveva nascosto la cosa per bene,gli auror gli davano la caccia solo per incastrare il fratello più che altro,ma non sapevano che anche lui avesse un marchio nero sul braccio.Ma il tempo di fuggire e di non prendere in mano la sua vita era ormai finito,sembrava che nell'ultimo periodo "i buoni" l'avevano lasciato in pace già da un bel pò,ora si godeva la libertà come meritava un ragazzo di 18 anni..che begli anni quelli vero?racchiusi in un solo e stupido asso di tempo,ma non sarebbe stato più così,basta soffrire,basta piangere addosso,lui voleva rinascere,senza Adie,senza Vanessa..ma con persone nuove,una via del tutto inaspettata e se questa via si chiamasse Sophie che ben veniva,se non fosse lei nemmeno avrebbe cercato altro ugualmente, non se ne importava,voleva di nuovo avere il battito cardiaco a mille oppure il respiro a duemila,voleva vivere senza piangere e senza mescolarsi tra la massa,Angel Jael sembrava davvero un'altra persona,anche sul volto,sull'espressione si notava più tranquillità ed armonia..si era curato quel poco di barba,rimanendola solo un pò attorno alle labbra e verso gli zigomi,nuovo look da Mangamorte lo chiamava,vestito semplicissimo,con un jeans scuro,camicia bianca fuori dai pantaloni tenuti da una cintura nera,converse classiche ed una giacca lunga che gli finiva più o meno alle caviglie sempre nera anche essa..camminava per Hosmaede tranquillo,erano più o meno le cinque del pomeriggio,ma l'inverno rifletteva anche sulla luce del sole,che sembrava già nascosta dietro una montagna lontana,un bel tramonto,una bella aria fresca.Quel sabato pomeriggio l'avrebbe trascorso ai tre manici a bere una burrobirra,chissà se c'erano qualche studente di Hogwarts,di solito il fine settimana lui lo trascorreva sempre lì quando stava nel castello,a bere con qualche amico o a rimorchiare negli angoli di quel viale,era stupendo pensare al passato,stupendo pensando anche ai vari amori che aveva portato..ma sorrise semplicemente senza deprimersi ed allungò una mano verso la maniglia della porta del locale e vi entrò dentro,accompagnato dai campanelli scaccia spiriti sopra l'arco..l'impatto fu totalmente opposto all'aria di fuori,lì c'era un bel caldino,tutto era circondato da vari chiacchiericci e risatine varie,coccole a bizzeffe tra gli studenti di Hogwarts e sorrise guardando proprio una coppietta vicino al camino,lui capelli alzati all'insù di serpeverde,aveva ancora la cravatta e lei mora di corvonero..sembrò vivere un flash-back grandioso,scosse la testa e si avvicinò al banco per l'ordinazione,il proprietario,un uomo molto accogliente e panciuto gli sorrise e con una pacca sulla spalla guardò i capelli del ragazzo Alzati per il freddo? Angel sorrise soltanto e prima di poter ordinare,il proprietario lo congedò per qualche secondo ed andò a prendere la commanda per scriverci le ordinazioni.Angel battè di poco le mani sul tavolo e sorrise sulla solita cameriera che lo guardava ed arrossiva,come avete ben capito lui la maggior parte del tempo lo passava lì dentro,anche perchè aveva una confidenza mostrousa con Will, il proprietario..
Attese toccandosi i capelli facendoli ancora di più all'insù e si appoggiò con la faccia sul palmo della mano,il gomito ovviamente toccava il legno caldo e curato del bancone,mentre l'altra,quella destra,era immobile o almeno muoveva le dita al ritmo di una canzone sentita..

x Satine
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/1/2010, 22:09


Io seguo la notte, non posso sopportare la luce, quando comincerò a vivere ancora?
Un giorno volerò via lasciando tutto questo al domani..
Cosa potrebbe fare ancora il tuo amore per me quando l'amore sarà sincero ?
Perché vivere la vita di sogno in sogno temendo il giorno in cui i sogni finiranno?




Londra, la sua città. Dopo esattamente nove anni era finalmente tornata a casa.. Molte cose erano cambiate, ma molte altre erano rimaste le stesse.
Quel pomeriggio, la mia giovane Satine, era tornata dai suoi genitori. Appena li aveva visti, una morsa le aveva intrappolato il cuore in qualcosa di amaro e doloroso. Erano invecchiati. Suo padre in modo particolare. Cielo.. Nove lunghi anni passati a Parigi.. Nove lunghi anni in cui non vedeva la sua famiglia.. Aveva riabbracciato Thomas, suo fratello.. Quanto le era mancato. Tanto, forse troppo. Aveva salutato Perry, Lucas ed Emma, i suoi nipotini.. Dannazione, erano fatti così grandi. La mia piccola Satine era stata inizialmente preoccupata di doverli rincontrare, in modo particolare Lucas ed Emma. Quando era partita in cerca di fortuna, li aveva lasciati che erano appena due bambini. Ora invece, il primo era un giovane rampollo che probabilmente aveva già fatto strage di cuori a scuola, mentre la piccola Emma era una signorina a tutti gli effetti: bella ed estremamente intelligente. Perry somigliava in modo sorprendente a Thomas. Era qualcosa di veramente assurdo e fantastico. Nelle sue lettere, Satine diceva di lavorare in un teatro come attrice. Non si era mai allargata più di tanto, nonostante la famiglia continuasse a chiedere. Si era limitata all’essenziale e i suoi erano felici. Non avrebbe mai detto loro la verità.. Come poteva metterli al corrente di qualcosa di così tanto pazzesco, quasi surreale.. La sua vita negli ultimi anni era stata un inferno dal quale credeva di non poterne uscire mai più. Era qualcosa che comunque faceva, perché troppo cieca per vedere da sola, si affidava a qualcuno che le prometteva fama e successo. Bhè, si era diventata abbastanza famosa.. Ma come cortigiana, al Moulin Rouge. Piccola e dolce Satine.. lei infondo cosa voleva? Voleva essere un’attrice. Nulla di più.. Invece era stata risucchiata nel vortice di una vita troppo frenetica per lei. Nessuno, quel pomeriggio, aveva chiesto niente. Erano semplicemente felice di rivederla dopo tanto tempo. Soltanto Emma l’aveva solo pregata di raccontarle tutto. Satine aveva deviato, dicendole che doveva sistemare le sue cose nella sua vecchia stanza. Scusa sciocca visto che non aveva bagagli se non la bacchetta e qualche abito di riserva.
Durante la cena a casa Koodak, sembrava che tutta la famiglia si fosse riunita sotto lo stesso tetto solo per lei. Le era stato particolarmente faticoso chiedere ai genitori di poter vivere con loro per un po’. Non voleva arrecare troppo fastidio. Avrebbe messo dei soldi da parte e il prima possibile si sarebbe comprata un appartamento tutto per se. I genitori avevano risposto che poteva starsene lì fin quando voleva. Tipica risposta da genitori.
Improvvisamente, Lucas le aveva chiesto il perché di questo suo ritorno improvviso, senza neppure avvisare. Oh, se ne era stata momentaneamente zitta la mia piccola marionetta, fissando gli occhioni azzurro acceso del nipotino. “Ho commesso un grave errore e sono tornata a Londra cercando di rimediare..”. Non aveva aggiunto altro e fortunatamente tutto si era concluso con un sorriso generale. Già.. Christian. L’aveva ritrovato. Dopo tanto tempo finalmente si era ritrovata magicamente tra le sue braccia.. Eppure lui l’odiava.. L’odiava per tutto il male che gli aveva fatto. Come non capirlo, come non dargli ragione? Sei qualcosa di assolutamente pessimo, Satine.
Aveva chiesto a tutti di non riferire a nessuno del suo arrivo. Sotto gli sguardi enigmatici della famiglia, aveva accennato un sorriso che poteva sembrare benissimo vero. Aveva spiegato loro di essere diventata un’attrice piuttosto famosa in Francia e tutto ciò che desiderava era solo un po’ di tranquillità. Bugiarda.. Maledettamente bugiarda. Aveva mentito tutta la vita a persone di cui appena sapeva il nome e ora si sentiva terribilmente in colpa di doverlo fare anche con la propria famiglia. Eppure le avevano creduto. Erano sicuramente ancora troppo esaltati dal suo ritorno, per far caso ad un tono falso e fasullo. Quando si alzarono da tavola era ormai sera. Satine corse velocemente nella sua camera, sedendosi sul morbido materasso del suo vecchio letto, dove sua madre aveva appena messo delle coperte fresche e pulite. Dalla finestra davanti a lei si vedeva la luna. Era così bella quella sera. Nessuna nuvola sembrava ostacolare quello spettacolo. Si alzò dal letto e velocemente si cambiò. Indossò un paio di jeans scuri e stretti, un maglioncino blu scuro e un paio di scarpe da ginnastica comode. Indossò velocemente il suo cappotto nero, che le fasciava dolcemente i fianchi. I capelli rossi si posarono sulla schiena, con una leggera onda. Nella borsa mise la bacchetta e qualche banconota che le era rimasta. Non avrebbe chiesto soldi ai suoi genitori.. Stavano facendo anche troppo per lei. Scendendo velocemente le scale, si trovò davanti Perry. Nuovamente la somiglianza del nipote con suo fratello, la colse impreparata. Lo salutò, dicendo che sarebbe uscita.
E così fece. Voleva trovare solo un bar dove bere qualcosa, dove riflettere su quella situazione pazzesca che le si stava proponendo davanti. Christian sembrava veramente arrabbiato con lei. Cosa farai ora, mia piccola Satine? Come riconquisterai il cuore del tuo perduto amore?
Si strinse nelle spalle, irrigidita dal freddo di quella serata. “I tre Manici di Scopa”. Era tanto che non vedeva quel locale. Un piccolo sorriso malinconico nacque sulle sue labbra mentre improvvisamente la sua memoria la riportava a quando ancora frequentava Hogwarts. Decise di entrare. Infondo, non le avrebbe fatto male passare un po’ di tempo a ricordare la sua vita prima di tutto ciò che era accaduto.
Appena aprì la porta sentì l’atmosfera calda e accogliente che ricordava. Calore che sciolse appena quel gelo che si era formato intorno al suo debole e chissà per quanto altro battente cuore. Già. Non aveva detto nulla alla sua famiglia della malattia. E forse era meglio così. Se avessero saputo chissà cosa avrebbero potuto fare.. Si sbottonò i cappotto, mentre si avvicinava al bancone. Si sedette su uno sgabello, l’unico libero era quello accanto ad un giovane ragazzo. Si sfilò i cappotto, posandolo sull’attaccapanni di legno accanto a lei.
“Un Acquaviola, perfavore..” ordinò dopo aver attirato l’attenzione del barista, alzando leggermente una mano.
 
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Voi credete quando Angel si convinceva che qualcosa sarebbe cambiato sul serio?come poteva cambiare la sua vita se nello stesso tempo era il suo stesso sogno?come poteva dimenticare una ragazza come lei,come poteva dimenticare Vanessa?ogni giorno nello stesso locale,magari sopprimendo i suoi sentimenti in una bevanda non troppo forte?lui era quel tipo che non guardava in faccia a nessuno,che si viveva giorno per giorno dell'emozioni,poichè esse erano come vento,potevano esistere in giorni vuoti come non potevano passare in quei cui sai di poter volere altro,l'amore di un essere umano che era morto per amore poteva tramutarsi in qualcosa di migliore?Angel poteva dire al mondo di essere guarito da quella dannata malattina,di quella dannata voglia di ricordare il passato,di viverlo almeno una volta di nuovo e di pensare poi al futuro con la certezza di aver vissuto quello che desiderava?la risposta era un no,bello secco..Angel non poteva illudersi di farcela,non poteva mostrare una faccia tranquilla e serena con la consapevolezza che niente poteva portarlo di nuovo a lei,aveva tentato a riconquistarla,aveva lasciato un'amore sicuro per lei,ma a quanto pareva le cose non erano cambiate per niente..allora era lì che si convinceva di poterlo fare,era lì che si dannava di essere una persona differente,di vivere,di sorridere,di trovare altro,magari un amore diverso,più presente,più concreto,più dolce e rispettoso o magari di fare un buco nell'acqua ma con la convinzione di aver tentato di nuovo a tornare,vivendo attimo per attimo..e quanti attimi che erano passati,quanti altri ancora passeranno e lui come quella sera,come in quel tardo pomeriggio pensava a quei attimi senza luna,senza stelle..senza nuvole..dove esisteva solo una cosa per lui..
Avere la certezza che un giorno avrebbe dimenticato quel suo passato era come sfuggire alla morte,primo o poi tutti avrebbero lasciato la vita,quindi alla fine ciò che gli dannava più era proprio questo..la paura di non riuscire a dimenticarla.Degludì in quel momento e guardò di nuovo i due ragazzi seduti al tavolino del locale,erano belli,chissà quanti anni avessero,lui somigliava davvero ad Angel,quella faccia da birbandello proprio come lui e chissà se lei somigliasse a Vanessa e ricordò quando stavano ad Hogwarts,che bei tempi,che bei momenti..chissà se ora si vestiva di altre lune la piccola corvonero,scosse la testa e non appena il proprietario arrivò con la commanda e la penna ecco che la porta si aprì,una scia di vento gelido gli colpì la schiena,non si girò poichè non appena si mosse notò una donna sedersi proprio al suo fianco,era una donna bellissima,non ne aveva mai viste così,sembrava un'attrice,un profilo spettacolare davvero e sorrise appena quando ordinò,non rispettando minimamente il ragazzo che stava prima di lei,ma concedere spazio alle donne era sempre un piacere per Jael che sembrava tranquillo e non fastidito per il gesto poco elegante che la donna aveva commesso..Will lo guardò facendogli un occhilino e scrisse l'acquaviola che ordinò la sconosciuta,mentre subito un bicchiere di burrobirra si presentò davanti ad Angel,era un cliente fisso quindi sapeva già cosa ordinava ogni sera.Angel bevve il primo sorso,sporcandosi di poco il labbro superiore e pulirlo passandosi la lingua sopra..riguardò la donna e tossicchiò per prendere la sua attenzione si gela vero fuori? approcciò da principiante ma non troppo,era una semplice domanda per istaurare un primo dialogo,ed Angel se ne intendeva davvero,bevve un altro sorso di burrobirra sporfondando completamente il labbro nella schiuma bianca e dolce,era grandiosa quella bevanda,anche se non capiva il gusto preciso,ma era di una bontà unica..il cameriere arrivò di nuovo per porgli un tramezzino con bacon ed Angel sorrise per ringraziarlo,quindi morale della fovala..senza ordinazione avevano capito già tutto..ecco che si girò di nuovo verso la donna favorite.. asserì educato,sembrava un uomo vissuto il ragazzo,era divertente poichè aveva sempre quel suo modo di fare da casanova finito,era tutto merito dei suoi anni al castello..il grande Angel Jael..Hogwarts aveva ancora i suoi triangoli scolpiti nelle mura.
Angel Jael, era un ragazzo davvero d'oro,un pò troppo giocherellone per le donne di età superiore ma non per questo non all'altezza,sapeva soddisfare tutte con una certa presunzione..non era un ragazzo molto chiaro mentalmente,c'era sempre un velo di mistero che circondava l'ex serpeverde,c'era sempre quel qualcosa che ti portava a dire "non lo conosco troppo",era per alcune imprevedibile,per altre dolce e premuroso,cambiava con persone e persone,non per questo era falso o farfallone,ma sapeva comportarsi diversamente..dipendeva dalla conoscenza,dipendeva se questa aveva qualcosa che a lui attirava..per dirvi!! aveva fatto amicizia con un auror ed era dolce con lei come miele,quindi era particolare come tipo..era solo un ragazzo da scoprire e se lo colpivi giusto al cuore, era un angelo caduto dal cielo,poteva farti sorridere con un solo sguardo ma poteva anche farti perdere e soffrire..una cosa che lo costituiva?i suoi occhi,occhi nocciola,scuri e tenebrosi,rischiavi davvero di perderti,aveva uno sguardo che specchiava la sua anima dannata ma buona,erano due specchi,avevano una vita propria..bhè non avete paura,fatevi coraggio a scoprirlo no?altrimenti chiudete gli occhi e fatevi trasportare dalla sua magia..
 
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Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto, improvvisamente si muove con una grazia perfetta. Improvvisamente la mia vita non sembra cosi sprecata, tutto ruota attorno a te non ci sono montagne troppo alte.
Non ci sono fiumi troppo selvaggi, cantando questa canzone mi sento li al tuo fianco. Nuvole di tempesta possono coprire il cielo e le stelle, possono entrare in collisione, ma io ti amerò fino alla fine del tempo. Qualunque cosa succeda io ti amerò finché morirò.




Aveva diciassette anni ed aveva appena lasciato Hogwarts superando i MAGO con risultati sorprendenti, seguendo le orme di suo fratello. Diciassette anni e ancora sapeva decisamente poco del mondo “là fuori”. Non era una ragazza ingenua, o quello no. Aveva lasciato in quelle mura continui segni del suo passaggio. Era bella anche a quei tempi e non aveva mai conosciuto il sentimento dell’amore.. Si parlava di cotte. Grandi o piccole che fossero state. La sua tendenza a cambiare continuamente ragazzo era solo dovuta al fatto che nell’amore non ci credeva proprio. Viveva i suoi sentimenti facilmente, seguendo l’onda del momento. Mai si era fermata troppo su un ragazzo, mai aveva provato qualcos’altro che non fosse attrazione fisica.
Aveva diciassette anni e da un momento all’altro si era ritrovata a lavorare in un locale notturno. In Francia, lontana dalla sua famiglia. I giorni erano diventate settimane, le settimane mesi, i mesi anni. Era una cortigiana, una delle più belle che il Moulin Rouge avesse mai avuto. Era abbastanza soddisfatta della sua vita. Aveva fama, successo, denaro.. Eppure qualcosa le mancava profondamente. Qualcosa che non capiva bene cosa fosse. Solo incontrandolo lo aveva capito. Solo nel momento in cui Christian era entrato nella sua vita aveva razionalizzato il concetto che ciò che le mancava era proprio l’amore. L’amore. Quel sentimento nel quale non aveva mai creduto. Era una cortigiana. Il suo compito era quello di far credere agli uomini ciò che vogliono sentirsi dire. Lei non poteva innamorarsi. Nel suo mondo non c’era spazio per l’amore. Ma il mondo di Christian era basato su quel sentimento. Era giovane e talentuoso, uno dei figli della rivoluzione bohemien. Libertà, bellezza, verità e amore. I sentimenti di cui Christian continuava a parlarle. Alla fine aveva ceduto. Aveva ceduto a quella storia, aveva ceduto al suo cuore proprio quando davanti a lei si era presentata l’occasione della sua vita. Sarebbe potuta diventare una vera attrice, recitando in un vero teatro, con un vero pubblico.
Ma come la maggior parte delle storie, non c’era stato un lieto fine. Quello esiste solo nelle favole.. Il famoso “e vissero tutti felici e contenti”. Qualcosa di veramente assurdo. Gli aveva mentito.. Aveva mentito a Lui. Ma lo aveva fatto solo per salvargli la vita.. Aveva dovuto allontanarlo da se per non costringerlo ad una vita da fuggiasco, ad una vita da reietto, per colpa sua, per colpa di una malata.
Oh, com’è crudele a volte la vita. Ma è sciocco. Quando la vita ti offre un’occasione che supera ogni tua aspettativa non ci si dovrebbe lamentare quando poi il sogno finisce. Satine, mia piccola Satine.. Sei solo una giovane egoista. Era scappata, era scappata dal Moulin Rouge, il locale che era stato la sua casa per tanti anni. Era scappata, cercando di ritrovarlo. Era scappata per spiegargli come stavano realmente le cose. Era scappata cedendo al suo cuore e lasciando dietro le spalle tutto ciò che aveva sempre sognato. Lasciandosi dietro le spalle l’occasione della sua vita.
Sospirò appoggiando i gomiti sul liscio bancone di legno. Sospirò posando il mento tra le mani poste a coppa, continuando a fissare un punto indefinito davanti a se mentre cameriere prendeva la sua ordinazione scrivendo nel blocco che teneva in mano. Improvvisamente una voce la distrasse dai suoi pensieri. Non era il semplice vociferare che faceva da sottofondo continuo al locale, ma sembrava che quel qualcuno stesse parlando proprio con lei, perché la voce era molto vicina. Ci voltò di scatto, tornando improvvisamente composta sullo sgabello. Un ragazzo la stava fissando. Si, senza dubbio stava parlando con la mia piccola Satine. Era un giovane di bell’aspetto e sicuramente molto più giovane di lei, che nonostante tutto aveva un’aria particolarmente stanca. Solo in quel momento si accorse si accorse che lui era arrivato sicuramente prima di lei e che la sua ordinazione era appena arrivata, mentre lei gli era praticamente passata avanti.
“Oh! Perdonami! Sono stata maleducata..” Esclamò posandosi una mano sulle labbra, come per trattenere la sorpresa. Che imbarazzo, Satine! Ci mancava anche che tu facessi la screanzata con un perfetto sconosciuto. Il suo sguardo cadde un attimo sulla bevanda che il giovane stava bevendo. Sorrise appena. Burrobirra.. Oh, erano anni che non ne vedeva una.. Abituata com'era a vivere nel mondo Babbano quasi aveva dimenticato quel sapore particolarmente piacevole che solo quella bevanda sapeva dare. Ehm.. Satine.. Non per fare la guastafeste, ma questo bel giovanotto ti aveva appena fatto una domanda.
Scosse appena la testa, come per riprendersi.. Ecco. Ora penserà sicuramente che sei completamente fuori di testa.
"Oh, si in effetti le temperature si sono abbassate velocemente e talmente all'improvviso che quasi non ci ha dato il tempo di accorgercene.." esclamò mentre sulle sue labbra rosso cremisi si dipingeva un sorriso. In quel momento il suo calice di acquaviola le arrivò davanti. Ringraziò il cameriere con un gesto del capo e un “grazie” per poi dedicarsi completamente al suo bicchiere. Lo portò alle labbra, solo dopo aver odorato il profumo che la bevanda emanava. Era qualcosa di fruttato ma unito all’alcool. Non era una bevanda particolarmente alcolica. A volte osavano prenderla anche i ragazzini. Se la portò alle labbra e ne prese un piccolo sorso. Il sapore di fragole le scivolò nella gola provocandole un leggero brivido sulle braccia. Era ancora la deliziosa acquaviola che si era quasi dimenticata.
Il giovane accanto a lei parlò di nuovo, questa volta offrendole un tramezzino. Ingoiò velocemente la bibita per poi posare il bicchiere semivuoto sul tavolo. “Oh, no ti ringrazio.. Sono reduce di una cena in famiglia..” esclamò sorridendo, fingendo un’aria esausta. In realtà era stata felice che tutti fossero stati con lei, felici del suo ritorno. “..E comunque non darmi del voi.. Mi fai sentire vecchia.. Sono Satine.” Esclamò la mia giovane Koodak porgendogli la manina destra.

Chiedo scusa per il ritardo.. Ho avuto un contrattempo T___T
 
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Vi ricordo che Angel aveva detto o almeno pensato che stesse bene,senza problemi,senza tristezza che l'affligeva mente e cuore no?in realtà non era così e si vedeva dagli occhi,stava soffrendo,gli mancava terribilmente una persona,una persona che non lo cercava più,che lui aveva perso per il suo continuo modo di esasperarla,di renderla infelice ma in realtà aveva ragione,era circondato da persone cattive,circodato da falsità,l'essere ipocrita ad Angel non lo sopportava per niente,come potevano comportarsi tutte così con lui quando era pronto a dare l'anima?come poteva perdere tutti senza rendersi conto di come avesse fatto?domande su domande perseguitavano la vita di un ragazzo ormai distrutto,e credetemi quando vi dico che stava decisamente pensando di uccidersi..si diceva che di amore non si muore ed invece lui voleva morire,solo per porre un fine a quella vita così stronza con lui..così vendicativa,poichè lo sapeva dal principio che ogni cosa che aveva fatto in passato adesso gli si ritorceva contro come se avessero colpito uno specchio..ma il punto fu uno ed era il perchè?cosa aveva di così strano quel mangiamorte,di così brutto,perchè primo o poi tutte le ragazze lo lasciavano per mai più ritornare?forse l'addio definitivo di Vanessa l'aveva davvero distrutto,distrutto da non farlo andare più avanti,a fare di qualunque storia una monotonia,a volte pensava a quel momento così dolce ed atteso chissà per quanto tempo..e si pentiva solo di non averla pensata a sufficienza quando ne aveva l'occassione,di non correre,di dare altro tempo,perchè vedete in quel momento voleva tanto trovarsi al posto di quei due bambini proprio con lei che gli stringeva la mano..ma purtroppo nulla era eterno.La ragazza che l'affiancò pochi minuti prima porse le sue scuse molto gentilmente e lui sorrise soltanto scuotendo la testa,per farle capire di non preoccuparsi più di tanto..per poi ascoltarla quando rispose a quella piccola domanda che il ragazzo le fece,si,la temperatura era diventata improvvisamente invernale,annuì facendo spalucce,stava masticando un boccone,sembrava brutto parlare mentre si mangiava,e poi lei sembrava davvero una donna così elegante che non voleva fare la classica figura da rozzo..quando ingoiò accompagnando il morso da un sorso di burrobirra,ascoltò ancora lei dire che era reduce da una cena in famiglia ed Angel divertito alzò le sopracciglia come per dire "capisco" mentre si puliva il contorno della sua bocca con un fazzoletto e la guardò di nuovo..non doveva darle del voi altrimenti l'avrebbe fatta sentire vecchia,ovviamente Angel sorrise diverito e quando lei si presentò,lui allungò subito la mano per stringere delicatamente quella di lei in una stretta sentita,era così piccola quella manina,dava l'impressione di tenero,per un attimo il mangiamorte venne attratto dalla presa e poi ritornando negli occhi della donna con un sorriso..ritornò dicendo io sono Angel..piacere Satine!! e finì successivamente anche il tramezzino quando le due mani si staccarono di nuovo,gli aveva rimasto il caldo nel palmo,lui aveva abbastanza freddo quindi a sua volta aveva le mani gelide,ritornò a guardare il piatto ormai vuoto e poi di nuovo la ragazza,era davvero bella,qualcosa in lei dava eleganza chissà se era qualcuno di alta classe che lui non conosceva e stava facendo la figura dell'emerito coglione che non sapeva mai niente,così curioso e nello stesso tempo per spezzare un pò il tempo insieme,passando così una serata in compagnia di quella donna,sempre se lei avvesse accettato,parlò di nuovo vi..scusa, ti va di sederci ad un tavolo?mi dai l'impressione che ti ho visto ma non so dove.. le propose con un sorriso buono,dai non poteva non accettare,Angel era comunque un ragazzo come tanti,anzi forse anche più tenero e dolce,cosa che nessuno se ne rendeva conto o almeno se ne fregava..ma il tempo di farsi una vita migliore era sempre una prospettiva che sarebbe arrivata primo o poi..bastava volerlo e lui non desiderava altro..
Intanto si alzò e prese solo il bicchiere con la burrobirra ancora per metà e la guardò aspettando che lei lo seguisse,chissà magari era la sera di una nuova e bellissima conoscenza.
 
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