 
 Group: Studente SerpeverdePosts: 39 Location: Roma Status:  | |
| Paul si era recato a Diagon Alley per fare le spese per la scuola di mattina presto. Voleva muoversi liberamente per le strade, prima che venissero affollate da gente che si muoveva in tutte le direzioni. L'idea di entrare in contatto con gente non degna della sua attenzione era semplicemente disgustosa per lui! Il padre, la madre e la nonna non avevano potuto accompagnarlo a fare spese; lui era in viaggio per lavoro, le altre due stavano organizzando un ricevimento per festeggiare l'imminente partenza di Paul per Hogwarts. Perciò era stato Zock, il personale elfo domestico di Paul, ad accompagnarlo. Per quanto fosse forte e robusto, non era dignitoso che un giovane di elevata caratura come lui trasportasse da solo i pacchi degli acquisti! Gli serviva quindi un servitore che facesse il lavoro pesante al posto suo. La prima tappa, appena raggiunto il Paiolo Magico tramite Metropolvere, fu Olivander. Paul necessitava di una bacchetta magica, prima di poter pensare a qualsiasi altra cosa. Con Zock che trotterellava al suo fianco, Paul avanzò con passo elegante e disinvolto fino al negozio che cercava. A quel punto varcò la porta, accompagnato dal suono di una campanella che segnalava l'apertura della porta. Avanzò fino al bancone, cercando di non fare caso alla polvere accumulata sugli scaffali pieni di scatoline di bacchette. "Buongiorno." salutò educatamente l'uomo anziano dietro al bancone. Olivander era intento a controllare un elenco di materiali, che stava selezionando per scegliere le prossime bacchette da creare, quando sentì la campanella della porta suonare. Sollevò la testa solo alcuni istanti dopo, quando un ragazzo che sembrava avere ben più di undici anni lo salutò educatamente. Lo scrutò con attenzione, eppure non fece domande. Non era affar suo. "Buongiorno a te. Non credo di averti mai visto... È la tua prima bacchetta?" gentilmente e con un sorriso l'uomo si rivolse al ragazzo. Paul si strinse nei suoi abiti eleganti e decorati. Aveva sentito bene? Quello sconosciuto gli aveva dato del tu? Prese un respiro per superare l'indignazione, anche se sul suo volto si accentuò la sua espressione di disgusto. In ogni caso, forse era meglio che cominciava ad abituarsi a quel modo di parlare: a scuola avrebbe incontrato una mandria di zotici, nessuno dei quali probabilmente sapeva come rivolgersi veramente agli sconosciuti, quindi doveva farsene una ragione e accettare che gli venisse dato del tu un po' da chiunque. "Sì, signor Olivander. Devo frequentare il primo anno ad Hogwarts e sono intenzionato a trovare la bacchetta più adatta a me." si decise quindi a rispondere Paul, educato e pacato come sempre, nonostante l'espressione sul suo volto esprimesse in pieno la sua disapprovazione per quel luogo e per quell'uomo. Olivander annuì. Quindi ci aveva visto giusto, quel ragazzo era del primo anno. Anche se accidenti, non lo sembrava per niente! E poi come parlava... Il suo parlare lo lasciò veramente di stucco. Non aveva mai sentito un linguaggio del genere sulla bocca di un undicenne! Doveva essere discendente di qualche famiglia di gran classe amante delle tradizioni... Senza perdere tempo, comunque, cominciò a pensare a quale poteva essere la bacchetta più adatta a lui. Infine si arrampicò su uno scaffale e prese una scatolina, porgendola al giovane. "Prova con questa. È una Nurtural. 13 pollici, legno di salice, nucleo di ali di Fata, piuma di Ippogrifo, piuttosto flessibile." e con queste parole consegnò la bacchetta nelle mani del ragazzo. Paul la prese, fortemente scettico. Nemmeno uno di quegli elementi sembrava avere qualcosa a che fare con la sua personalità. Comunque, se Olivander diceva che poteva andare, tanto valeva provare. Strinse la bacchetta e la agitò. Zock schizzò in aria e riatterrò davanti al bancone col sedere a terra. Paul nell'assistere a quella scena assunse un'espressione ancora più schifata. "Non era mia intenzione, Zock. Perdonami." si giustificò con l'elfo. Egli era il suo servo, questo era vero, ma i Levesque erano così altolocati che anche i loro elfi domestici erano snob come loro, tanto che in casa venivano sempre trattati con rispetto. O almeno, venivano trattati sicuramente meglio dei maghi Mezzosangue. "Questo strumento ha quasi ferito il mio servitore. È palese che non sia adatto a me." disse ad Olivander con superiorità. L'uomo nel veder volare l'elfo fece un salto all'indietro, ma si riprese quando il ragazzo gli riconsegnò la bacchetta. Era evidente che non fosse quella giusta. Ne estrasse quindi una dal fondo di una pila traballante. "Forse questa. Il suo nome è Heropolous. 14 pollici, legno di ciliegio, nucleo di scaglie di Salamandra, Capello di centauro, flessibile. Provala." Olivander provò a consegnare anche quella bacchetta al ragazzo. Paul la prese. Prima che potesse provare ad agitarla, vide Zock andare a nascondersi dietro uno sgabello. Strinse forte la bacchetta, sentendola scomoda. Era come se l'impugnatura fosse fatta al contrario, o almeno così sembrava. Per lo meno, non andava bene per la sua mano. "Questa non riesco neppure ad impugnarla!" fece notare ad Olivander, restituendogli l'oggetto. Zock, dal suo nascondiglio, tirò un sospiro di sollievo, e Paul non potè dargli torto. Era la bacchetta a scegliere il mago, questo Paul lo sapeva, ma credeva che Olivander fosse in grado di abbinare ogni bacchetta al suo padrone. Perchè con lui ci stava mettendo così tanto? L'uomo, dal canto suo, non potè che fermarsi a riflettere. Un cliente difficile, apparentemente. Non restava che provare qualcosa di più consistente. Si avventurò nel retro del negozio e tornò poco dopo portando una bacchetta fra le mani. La passò al giovane, il quale la prese senza pensarci. Nel momento stesso in cui le sue dita si serrarono distrattamente intorno al legno rossiccio, Paul sentì la scarica di energia più potente che avesse mai percepito attraversarlo da testa a piedi. La bacchetta lo stava irradiando di potere. La mano si stringeva intorno all'impugnatura quasi come fosse stata modellata apposta. Già così era evidente che era tutta un'altra cosa rispetto ai tentativi precedenti. Puntò quindi la bacchetta in direzione di Zock e la agitò. L'elfo venne sollevato in aria e atterrò comodamente seduto sullo sgabello che aveva davanti. Finalmente Paul si sentiva soddisfatto. Si voltò nuovamente verso Olivander. Ora il suo volto non esprimeva più disgusto ma era totalmente inespressivo; rispetto al solito, sembrava più cordiale. "Questa è perfetta. Cos'è?" domandò curioso. L'uomo tirò un sospiro di sollievo. Sembrava avessero trovato quel che stavano cercando. Quella bacchetta aveva scelto il ragazzo. "È una Villation. 12 pollici, legno di acero rosso, pelle del Basilisco, Resistentissima e piuttosto rigida." il fabbricante di bacchette spiegò le caratteristiche della sua creazione. Paul le memorizzò alla perfezione. Ogni mago doveva conoscere per bene la propria bacchetta! "Il prezzo?" chiese poi. "12 galeoni, figliolo." rispose il negoziante. Paul fece un rapido cenno con la mano nella direzione dell'elfo. Quello si avvicinò. "Zock, paga." comandò il ragazzo in tono neutro. "Sì, padroncino Paul." l'elfo obbedì immediatamente. Uno schiocco di dita fece apparire nelle mani del servitore una piccola sacchetta di pelle contenente l'esatta somma richiesta. Il ragazzo tolse il denaro dalle mani dell'elfo e lo consegnò ad Olivander. "Grazie mille, e torna a trovarmi di tanto in tanto!" salutò Olivander, dopo aver ricevuto i galeoni. "Grazie a lei, ed arrivederci." salutò anche Paul, evitanto completamente la parte del tornare a trovarlo: col cavolo che ci sarebbe tornato! Quindi, soddisfatto del suo acquisto, Paul lasciò il negozio con Zock a trotterellargli al seguito.
Edited by Paul Michael Levesque - 13/11/2009, 19:55 |